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Travel Advice

Viaggio negli Stati Uniti. La East Coast: da New York al Sud della Florida e le Bahamas

Photo of Key West, Fort Zachary Taylor State Park Beach, Florida

Miami, le Everglades e le più belle spiagge delle Florida Keys: la tua guida su come organizzare un viaggio in Florida in completa autonomia. Cosa fare a Miami, come visitare le Everglades, cosa vedere e quale spiaggia scegliere a Key West. Quali sono le tappe e le spiagge da non perdere lungo la panoramica strada che da Miami porta a Key West. Tutto quello che devi sapere sulle attrazioni più interessanti del sud della Florida. Il secondo ed ultimo articolo dedicato all’itinerario lungo la costa orientale degli Stati Uniti ed alle Bahamas. I links utili e le informazioni che ti occorrono per prenotare, da solo e sul web, i voli, i trasporti e gli hotels. 

Leggi la descrizione della prima parte dell’itinerario nel post Viaggio negli Stati Uniti. La East Coast: da Washington a New York.

Programma di Viaggio, il Sud della Florida e le Bahamas

7° giorno: New York – Miami

Se hai prenotato il volo da NY a Miami per metà pomeriggio questo significa che hai ancora tutta una mattina a New York a completa disposizione.

  • Puoi andare a visitare qualcuno dei ricchissimi musei di Manhattan, se non hai ancora visto il MoMA, il Guggenheim od il Met questo è il momento giusto.
  • In alternativa puoi raggiungere in metro la panoramica passeggiata pedonale di Brooklyn Heights a Brooklyn per dare uno sguardo al quartiere ed ammirare il più bello e classico dei panorami di Manhattan.
  • Il primo pomeriggio sarà il momento di recarsi in aeroporto. Per un volo domestico cosa saggia è che ti presenti di fronte al check-in almeno un’ora e mezza prima della partenza, soprattutto se hai bagagli da mandare in stiva.
  • L’aeroporto giusto da cui decollare è La Guardia LGA. E’ il più vicino a Manhattan ed il più piccolo dei 3 aeroporti cittadini, check-in e security sono più veloci. Ad oggi, maggio 2013, la rotta da La Guardia a Miami è praticamente monopolio di una sola compagnia, l’American Airlines. Solo la Delta offre qualche altro volo. In poco più di 2 ore e mezza sarai a destinazione al Miami International.
  • Dove alloggiare a Miami? Ora il posto giusto dove stare è Miami Beach, ma la spiaggia è lunga 12 miglia ed a seconda di dove hai prenotato l’albergo ti servirà o meno un’auto.
  • Se alloggi a South Beach e se non sei di corsa lascia per ora perdere l’auto a noleggio, non c’è motivo di noleggiarla subito all’aeroporto. Raggiungi invece l’albergo con un taxi, la tariffa è fissa e ragionevole, l’auto la prenderai più avanti. Nell’Art Deco District non serve, ci si muove a piedi e l’auto sarebbe solo un impiccio, i parcheggi sono limitati e cari. Se invece il tuo albergo a Miami Beach è situato a nord della 46th Street allora il noleggio di un’auto si impone da subito, senza saresti praticamente bloccato, qui la spiaggia è molto bella ma per muoverti hai bisogno di un mezzo tuo.
  • Per decidere dove cenare fai una passeggiata sull’Ocean Drive, avrai solo l’imbarazzo della scelta, i ristoranti abbondano, questa è la strada vetrina di Miami Beach.

Tropical Mayhem!

 Photo Credit: miamism

8° giorno: Miami (South Beach)

Ti suggerisco di iniziare la giornata con una passeggiata nell’Art Deco District, è il modo giusto per ambientarti ed entrare subito nell’atmosfera della città.

  • Percorri a piedi tutta l’Ocean Drive, dall’incrocio della 5th Street e Lummus Park risalendo verso nord. Passerai di fronte ai più begli edifici Art Deco di tutta South Beach, quasi tutti trasformati in alberghi, colorati e pieni di atmosfera.
  • All’altezza della 15th Street, dove l’Ocean Drive termina, portati sulla Collins, più trafficata ma comunque piacevole, continua ancora per un pezzo verso nord. E’ qui che sorgono alcuni dei più belli e costosi alberghi di Miami, veri ed autentici gioielli Art Deco come il National ed il Delano, esclusivi ed osannati.
  • Ora che ti sei fatto una prima idea del quartiere è il momento di andare a vedere la spiaggia. 
  • Niente di più semplice, all’altezza del Setai svolta a destra, non più di 50 metri per ritrovarti con i piedi sulla sabbia. Una bellissima e sinuosa passeggiata pedonale segue la spiaggia, qui particolarmente tranquilla, da un lato i giardini e le piscine degli alberghi, dall’altro la sabbia e l’oceano. In questo tratto gli alberghi attrezzano parte della spiaggia con lettini, ombrelloni ed eleganti capanni ma a Miami la spiaggia privata non esiste, potrai metterti dove desideri.
  • Più movimentato è il tratto di spiaggia situato un poco più a sud in corrispondenza del Lummus Park. Piuttosto deserta al mattino si anima man mano che passano le ore, è qui che devi venire se vuoi vedere gente e ti piace il movimento, è questa la spiaggia più giovane e vivace di tutta Miami. Il mare ha dei bei colori, generalmente è calmo e permette di nuotare e stare in acqua.
  • Goditi il mare e la spiaggia per buona parte della giornata. Se ti viene fame utilizza uno dei bar degli alberghi o rientra sulla Collins, se sei particolarmente affamato il menu chilometrico, tipico all’americana del Jerry’s Famous Deli non ti deluderà.
  • A metà pomeriggio è ora di rientrare in albergo, cambiarsi ed uscire nuovamente per esplorare il resto dell’Art Deco District.
  • Prima c’è però una cosa da fare: se dall’aeroporto sei arrivato in taxi è questo il momento di andare a noleggiare un’auto. Domani mattina ti sarà comodo averla già posteggiata in albergo e pronta per l’uso. Senza perdere tempo e fare troppa strada (se alloggi in zona ci puoi andare anche a piedi) recati all’ufficio dell’Avis lungo la Collins all’altezza della 23rd Street. Ritirata l’auto fatti un breve giro e poi posteggiala in albergo, a SoBe ci si muove meglio a piedi.
  • Il mio suggerimento è quello di raggiungere e percorrere a piedi Lincoln Road, una delle strade simbolo di Miami Beach. E’ la via dello shopping, molto ampia, piena di verde e quasi completamente pedonale. Decine i negozi, i locali ed i ristoranti. E’ qui che sorge il New World Center, un parcheggio trasformato da Frank Gehry nella più nuova delle attrazioni della città, sede della America’s Orchestral Academy.
  • Per cenare puoi tornare dove avevi iniziato la giornata. L’Ocean Drive la sera dà il meglio di sé, i café all’aperto, le luci al neon, la musica ed il passeggio ininterrotto rendono l’atmosfera allegra e vacanziera. I tavolini del News Café sono il posto giusto per il people watching, prima o poi capitano tutti qui, ci veniva sempre anche Versace. I camerieri sono gentili, tutt’altro che caro.

9° giorno: Miami (Key Biscayne, Coral Gables e Coconut Grove)

Oggi gran gita, la meta principale è Key Biscayne, è qui che trovi la spiaggia più esotica di Miami.

Occorre un’auto, quella che hai noleggiato ieri pomeriggio e che ti aspetta nel parcheggio del tuo albergo. Guidare a Miami è facile ed il percorso per arrivare a Key Biscayne è magnifico e veloce.

  • Da Miami Beach attraversa la baia percorrendo la panoramica Mc Arthur Causeway, non prendere l’autostrada ma guida verso sud lungo Biscayne Blvd e Brickell Avenue, con i grattacieli di Downtown e le alte torri di cristallo di Brickell sopra ed intorno a te. Alte palme e cielo azzurro, tutto è tenuto bene, vedrai che ti piacerà.
  • Per arrivare a Key Biscayne c’è un unico modo, prendere la Rickenbacker Causeway. E’ una strada a pedaggio, si paga solo all’andata, controlla di avere un po’ di coins. La prima isola che incontri è Virginia Key, ignora il parcheggio per il Miami Seaquarium e prosegui sulla superstrada, l’isola successiva è Key Biscayne.
  • Non fare l’errore di fermarti alla prima spiaggia che incontri, la Crandon Beach Park, non è male ma c’è di meglio, continua invece attraversando tutta l’isola. Intorno a te parchi, campi da golf, ville e condomini di lusso, questa è una delle zone più belle e ricche di Miami. La tua meta è in fondo all’isola, è un parco. Paga il biglietto di entrata e guida piano, presta molta attenzione, grandi iguane verdi spesso attraversano veloci la strada, in particolare nell’ultimo tratto, poco prima di arrivare al parcheggio.
  • Sei al Bill Baggs Cape Florida State Park e se stai cercando una spiaggia selvaggia in un ambiente esotico e pienamente tropicale sei arrivato nel posto giusto. Il tratto di spiaggia a sinistra del scenografico faro è la zona più bella. Nessun palazzo in vista, l’oceano davanti, sabbia bianca ed un po’ di alghe, acqua trasparente, mare azzurro e quasi sempre calmo come l’olio.
  • Dedica tutta la mattina alla spiaggia, quando ti senti affamato dirigiti deciso al Lighthouse Café, è a pochi passi, potrai nutrirti e bere qualcosa. Nelle vicinanze ci sono delle docce all’aperto, utili per scrollarsi sabbia e sale, poi infilati maglietta e pantaloni, riprendi l’auto, la giornata non è finita e ci sono cose super interessanti da fare.
  • La tua prossima meta è il quartiere di Coral Gables, ti ci vorrà poco più di mezz’ora per arrivarci.
  • Niente locali od attrazioni particolari, questo è un quartiere residenziale, uno dei più belli di Miami e dell’intera Florida, molto americano. Tante vie silenziose e tranquille, magnifiche ville, palme e prati verdi. Canali e laghetti dove nuotano lamantini e qualche coccodrillo, il Biltmore e l’University of Miami. Visitalo in auto, guidando piano, circumnavigando il magnifico campo da golf, non esitare a prendere le tortuose stradine immerse nel verde, scoprirai angoli deliziosi.
  • Sarà ora pomeriggio inoltrato, invece di rientrare a Miami Beach ti suggerisco di passare la serata altrove, a pochi minuti di guida da Coral Gables c’è un altro quartiere da non mancare. E’ Coconut Grove ed è il posto giusto dove cenare e fare due passi.
  • Atmosfera rilassata, case basse e vegetazione tropicale, librerie e boutiques intriganti, praticamente un villaggio all’interno della metropoli, artisti e scrittori risiedono qui. Il meglio di sé il quartiere lo offre la sera, di venerdì e sabato in particolare, quando residenti e turisti sciamano tra Grand Avenue e Main Hwy. Tra gallerie d’arte, café molto trendy e ariosi ristoranti.

Sunny Isles, North Miami

 Photo Credit: miamism

10° giorno: Miami (North Miami Beach e Downtown Miami)

Per avere un’idea più completa della città ci sono due altri posti interessanti che meritano una visita.

Il primo è Downtown Miami con i suoi grattacieli, alti e di buon livello architettonico, e con il centro commerciale open air più piacevole della città, Bayside Marketplace.

  • Il modo giusto per esplorare Downtown è parcheggiare l’auto ed utilizzare il Metromover, una monorotaia sopraelevata completamente gratuita che segue tre diversi percorsi, il Loop interno è il più breve, Brickell il più scenografico. Niente conducente, i treni sono automatici, le grandi finestre mostrano la città senza veli. Le stazioni sono vicine, ariose e confortevoli. E’ anche un modo simpatico per passare un’ora se il tempo è brutto o piove.
  • Puoi fare un giro e pranzare in uno dei ristoranti di Bayside Marketplace. Ce ne sono diversi, all’aria aperta, tra i negozi e la marina, palme, motoscafi e barche a vela, la Florida che uno si immagina prima di venirci.

Riprendi poi l’auto, si ritorna verso il mare, la direzione sono le Northern Beaches. Per raggiungerle fai una strada nuova. Da Downtown prendi la Venetian Causeway, è più lenta delle altre causeways ma passa lungo le Venetian Islands. Visto che le isole più esclusive, Fisher, Palm Island e Hibiscus, sono inaccessibili questo è il modo più semplice e meno costoso (ci sono gite in barca se vuoi) per avvicinare e dare uno sguardo all’ambiente delle isolette delle baia tra Miami e Miami Beach. Ville magnifiche, piscine e giardini, grandi yacht ormeggiati al molo di fronte a casa.

  • E’ alle Northern Beaches, lungo la Collins superata la 72th che trovi il mare con i più bei colori di Miami. A Surfside ed ancora più a nord, a Bal Harbour e Sunny Isles, la spiaggia è davvero meravigliosa, molto ampia, quasi mai affollata.
  • Se non vuoi spingerti così a nord un posto bello e tranquillo dove rilassarti qualche ora è la spiaggia tra la 81st St. e la 85th Street. E’ qui che si trova il North Shore Open Space Park, niente grattacieli, solo un po’ d’alberi, le dune, la sabbia, mare bello e poca gente. Per bere o mangiare qualcosa il posto più piacevole sono le verande dei due semplici alberghi di Ocean Terrace all’altezza della 75th Street. Qui l’atmosfera è un po’ anni 70, molto americana comunque, motel e fast food. Sei lontano anni luce dalla Miami patinata di South Beach.

Airboat, Everglades N.P., Florida

Photo Credit: Bruce Tuten

11° giorno: Miami – Everglades – Key Largo

La strada da Miami per Key West richiede tempo ed il suo bello è farla con calma e con il sole alto nel cielo. Mai farla di corsa o col buio. La strada attraversa tutte le isole e da Key Largo in poi è ad una sola corsia, ci sono diversi punti panoramici dove fermarsi.

  • Ora, se vuoi partire da Miami, fare una deviazione per visitare le Everglades e poi proseguire fino a Key West, la giornata rischia di trasformarsi in una corsa.
  • Ti suggerisco un’altra soluzione. Parti al mattino da Miami, direzione Everglades, visita il parco, ed a metà pomeriggio riprendi l’auto e guida fino a Key Largo, la prima delle Florida Keys che incontri in direzione di Key West. Fermati a dormire a Key Largo ed il mattino successivo prosegui per Key West, potrai percorrere il tratto più panoramico di tutto il percorso nelle migliori condizioni di luce.

Veniamo alle Everglades. E’ un parco nazionale celebre. Detto molto, molto semplicemente è una grande palude, un insieme di acqua, erba ed alberi. Per la sua vicinanza a Miami viene spesso visitato dai turisti. Che animali si vedono? Tanti uccelli, qualche coccodrillo, serpenti e tartarughe. Dimenticavo, milioni di mosquitos. L’ambiente naturale diventa più selvaggio man mano che ti inoltri nel parco. Il kit del perfetto visitatore include scarpe chiuse, pantaloni e maglia a maniche lunghe, almeno un litro di spray antizanzare a testa.

Ma dove andare nelle Everglades? La risposta dipende da quello che intendi fare e come vuoi vivere la tua giornata.

  • Se sei uno sportivo e vuoi esplorare il parco camminando lungo uno dei sentieri segnati oppure vuoi pagaiare a bordo di una canoa il posto giusto dove recarti è Flamingo, circa 90 miglia e 2 ore abbondanti da Miami Beach via Homestead. Sul sito ufficiale dell’Everglades National Park trovi buone informazioni su come organizzarti incluso descrizioni dettagliate sui migliori trails da percorrere. Qui sei nel cuore del parco, miglia e miglia di paludi ti separano dalla civiltà.
  • Se invece sei più interessato ad uno degli Airboat tours è totalmente inutile entrare nel parco (e pagare i tickets) ed arrivare fino a Flamingo. Per la semplice ragione che all’interno di tutta l’area del Parco Nazionale delle Everglades gli Airboat tours sono vietati. Possono essere condotti nelle paludi che sorgono subito fuori dal parco ma non al suo interno. Il motivo è che gli Airboats, pur se comodi e veloci, danneggiano abbastanza pesantemente l’ecosistema.
  • Di compagnie private che organizzano Airboat tours ce ne sono diverse, te ne segnalo tre. Le prime due sono Coopertown Airboat, la più conosciuta, in esercizio da anni e con ottime reviews, e Gator Park, entrambe sull’East Tamiami Trail (SW Eight St. o US41) che porta verso Naples, circa 11 miglia ad ovest del Florida Turnpike. Sono solo 30 miglia da Miami Beach, meno di un’ora senza traffico. Se sei diretto verso le keys e non vuoi perdere troppo tempo una possibile alternativa è la Everglades Alligator Farm situata a Homestead, circa 45 miglia da Miami Beach, poco distante dalla strada principale che porta verso Key Largo. Bada bene però che questa è una soluzione easy e veloce, non potrà certo trasmetterti l’atmosfera selvaggia che proveresti all’interno del parco.
  • Se decidi per una qualsiasi di queste ultime opzioni il trucco è arrivare presto, prima che arrivino tutti, ed essere preparato a bagnarti ed agli schizzi di fango. Non dimenticare i tappi per le orecchie, i motori degli Airboat producono un rumore notevole e soprattutto continuo. Con diverse compagnie la tariffa di ammissione all’Airboat tour include uno spettacolo con coccodrilli e serpenti. Non occorre la prenotazione, in 3 o 4 ore avrai esaurito la visita.

Al termine riprendi l’auto, prosegui verso Key Largo, cerca prima il tuo albergo, poi un posto discreto dove mangiare, domani ti attende una giornata interessante.

Key Largo at Sunrise, Florida Keys

Photo Credit: Carl Lender

12° giorno: Key Largo – Key West

Key Largo è circa a metà strada tra Miami e Key West. La parte di strada più noiosa è alle tue spalle, davanti a te iniziano  i ponti.

  • La prima isola davvero carina che incontri è Islamorada e vale la pena fare una sosta. L’isola è lunga ma il posto giusto dove fermarsi non è difficile da trovare, è sulla sinistra dopo il ponte sulla Windley Harbor. Qui la Highway 1 si avvicina quasi a sfiorare il mare ed il Whale Harbur Restaurant Marina offre forse la location più caraibica di tutto il percorso.
  • In verità questo è uno dei pochi posti lungo la strada che mostra le keys luminose e tropicali che sogniamo. Per il resto l’Hwy 1 è spettacolare quando percorre i ponti ma rimane abbastanza anonima quando attraversa le isole, il mare quasi mai in vista.
  • Il tratto di strada tra Islamorada e Big Pine Key è senza dubbio il più bello e Bahia Honda Key è l’isola più interessante.

Tra Islamorada e Big Pine Key sono due i posti dove fermarti.

  • Il primo è al termine del Seven Mile Bridge, il più lungo ed il più spettacolare di tutti i ponti delle keys. Stai attento perché la deviazione richiede prontezza, devi svoltare a destra subito alla fine del Seven Mile Bridge, non avere esitazioni in quanto l’isolotto è piccolo e senza nome, se lo manchi la strada continua con un nuovo ponte, impossibile fare inversione. C’è un piccolo parcheggio, lascia l’auto e scendi. Qui hai la possibilità di percorrere a piedi, e per un bel tratto, il vecchio ponte della ferrovia. Le rotaie non ci sono più ma nemmeno le auto, che passano sul nuovo ponte subito a fianco. Tutto intorno hai l’azzurro del mare e del cielo, forse il posto più emozionante di tutta la strada.
  • La seconda deviazione è solo pochi minuti più avanti, segui le indicazioni per il Bahia Honda State Park, accesso a pagamento ma ne vale la pena. E’ qui che trovi Calusa Beach, la spiaggia più famosa di tutte le keys. Non è un paradiso come a volte si trova scritto ma è comunque un posto carino dove fermarti e, se vuoi, stare in spiaggia un’oretta. L’aria è tropicale, la sabbia è bianca, ci sono le palme, ma il panorama sono i due ponti, quello nuovo a destra ed il vecchio arrugginito ponte della ferrovia a sinistra. Calusa è senza dubbio il posto più fotogenico ma se hai tempo a Bahia Honda ci sono due altre spiagge, Loggerhead e Sandpur Beach, entrambe sul lato oceanico, molto, molto sottili, poca la gente, a volte nessuno.

Da Bahia Honda a Key West sono una 40 di miglia, poco più di un’ora di strada.

  • A Key West l’offerta di camere è poderosa ma tu ignora tutta la periferia, stai qui solo qualche giorno e se vuoi assaporare al meglio l’atmosfera del posto è nel centro che devi stare.
  • Duval Street è la strada regina di Key West, il cuore di questo grande villaggio, c’è movimento giorno e notte. Non solo, se alloggi qui puoi tenere l’auto parcheggiata e muoverti a piedi, i locali non mancano, la sera non avrai preoccupazioni per i drinks.
  • Se vuoi bere e mangiare seduto ad un tavolino sotto le palme Key West è il posto giusto, domani sarà una giornata rilassante, non preoccuparti se fai tardi.

Calusa Beach from the Old Bridge, Bahia Honda, Florida Keys

 Photo Credit: Evelyn Proimos

13° giorno: Key West

Svegliati con calma, cerca un posticino carino dove fare colazione e poi prendi la strada della spiaggia.

A Key West le spiagge sono poche e questo facilita la scelta su dove andare. Lascia perdere South Beach, molto sottile e priva di qualsiasi attrattiva. Evita anche Higgs e Smathers Beach, non sono nulla di speciale, alghe ed acqua un po’ melmosa, non sei certo venuto fino a Key West per passare la giornata su una spiaggia insignificante.

  • La spiaggia giusta è Fort Zachary Taylor Historic State Park. Si trova nel punto più bello di Key West, nell’estremo sud-ovest dell’isola dove l’Atlantico incontra il Golfo del Messico. Ed è un gran posto per nuotare e fare snorkeling. Non solo, c’è parecchia ombra, trovi picnic tables ed il Cayo Hueso Café dove mangiare e bere qualcosa. Fort Zachary è un parco statale, entrata a pagamento, $6 per veicolo più $0,50 per person, aperto 365 giorni all’anno dalle 8 al tramonto, vacci con l’auto, l’accesso è in fondo a Southard Street. Un altro sito dove trovare informazioni è Fortzacharytaylor.com.
  • Potresti aver sentito parlare del Dry Tortugas National Park, 70 miglia fuori Key West. E’ un posto bello ma è una gita faticosa e non mi sento di consigliartela. Isolette con spiagge bianche, dalla sabbia bellissima, niente cristalli di quarzo come per le spiagge lungo la costa ma corallo e pezzettini di conchiglie. Mare azzurro e grande snorkeling. Fort Jefferson, a Garden Key, è affascinante, un posto da foto. Ma sono due ore e mezza di catamarano veloce da Key West. E 5 ore di barca nella stessa giornata rischiano di essere terribilmente sfiancanti. L’escursione è anche parecchio costosa. Da sapere che sull’isoletta non ci sono alloggi ma si può campeggiare, su prenotazione.

Cosa fare a Key West dopo la spiaggia?

  • In paese l’unico vero dovere turistico è la visita alla casa di Hemingway, prima o poi tutti ci capitano davanti, molti quelli che entrano a dare un’occhiata. La villa è affascinante, merita la visita, è qui che il famoso Ernest scrisse Addio alle Armi e Verdi Colline d’Africa.
  • Per il resto a Key West non c’è nulla di imperdibile. Certo si può visitare la Harry Truman’s Little White House, residenza invernale del Presidente Truman tra il 1947 ed il ’52 e frequentata poi anche da Eisenhower e Kennedy. Oppure, se non sei mai stato all’interno di un faro puoi salire sul Key West Lighthouse, non aspettarti però chissà quale panorama: un po’ di tetti, tanto verde ed il mare in secondo piano.
  • Credo che dopo la spiaggia la vera attrattiva di Key West sia passeggiare lungo Duval Street e le vie adiacenti. Fermarsi qua e là a bere qualcosa, fare l’immancabile sosta da Sloppy Joe’s prima e da Captain Tony’s Saloon poi, curiosare nei colorati negozietti. Al termine del pomeriggio andare a vedere il tramonto a Mallory Square e poi cercare un ristorantino dove cenare.

Per avere l’elenco completo di tutto quanto c’è da fare in paese consulta due siti, la Key West Travel Guide e l’ottimo The Florida Keys & Key West, a cura del Monroe County Tourist Development Council e con info su tutte quante le keys.

Duval Street, Key West

 Photo Credit: Evelyn Proimos

14° giorno: Key West – Miami

Fai un’ultima breve passeggiata al mattino per Duval Street, vedrai i galli a spasso per le strade, poi riprendi l’auto, è ora di rientrare a Miami.

  • Da Key West a Miami Beach sono circa 170 miglia, calcola 4 ore abbondanti incluso qualche ultima sosta fotografica e non sbaglierai troppo.
  • Se parti da Key West entro la prima mattinata sarai a Miami intorno all’ora di pranzo o poco dopo ed avrai il pomeriggio a disposizione.

In effetti ci sono altri quartieri di Miami che meritano una visita e risulta comodo avere ancora una mezza giornata per vedere qualcosa.

  • Puoi farti un giro tra le gallerie d’arte del Wynwood Art District, ex area industriale ora riconvertita, ed esplorare poi il vicino Design District. Questi sono i due nuovi quartieri emergenti della città, ne parlano giornali e guide turistiche. Non aspettarti troppo però, soprattutto dal Design District, la mia impressione è che il posto sia dipinto un po’ troppo entusiasticamente e forse un po’ sopravvalutato.
  • Sicuramente interessante è invece una visita a Little Havana, non perché il quartiere sia particolarmente pittoresco (non lo è), ma perché è un’ottima occasione per vedere da vicino un vero quartiere ispanico in una grande città americana.
  • Se invece sei stanco dopo aver guidato allora lascia stare tutte le visite, sei in vacanza, rilassati in spiaggia a South Beach e fatti un’ultima passeggiata per l’Ocean Drive, scegli con calma dove cenare.

Puoi decidere di rilasciare l’auto all’Avis di Miami Beach, dove l’hai noleggiata, o tenerla parcheggiata in albergo ed il mattino successivo rilasciarla in aeroporto.

Old Seven Mile Bridge, Florida Keys

 Photo Credit: milan.boers

15° giorno: Miami – Harbour Island, The Bahamas

In mattinata raggiungi l’aeroporto, le luminose Bahamas ti aspettano. Se utilizzi il non-stop dell’American Airlines (operato però da una compagnia partner) in poco più di un’ora atterri direttamente all’aeroporto di North Eleuthera. Se viaggi con la Bahamasair devi fare un cambio a Nassau.

  • L’aeroporto di North Eleuthera è minuscolo, una pista, non troppo lunga, un piazzale ed un piccolo edificio basso come terminal. E’ un attimo recuperare i bagagli. Poi esci, i taxi sono in attesa, il percorso per il molo è breve, non più di 3 o 4 minuti. E’ uso dividere il taxi con altri passeggeri. Harbour Island è un posto esclusivo ma per i trasferimenti nessuno fa il formale e si viaggia tutti insieme. La magia delle piccole isole.
  • Ora è il turno del motoscafo. Anche questo condiviso, l’informalità continua a regnare. I due fuoribordo da 200 CV fanno il loro lavoro, attraversare la baia interna è un affare di 5 minuti. Al molo di Dunmore Town ci si divide, ognuno prende la sua direzione, le poche auto che circolano sull’isola fanno anche da taxi, pochi altri minuti e sarai di fronte al tuo albergo.
  • Se puoi permettertelo alloggia in uno dei pochi resorts posizionati direttamente sulla spiaggia, sul lato oceanico dell’isola. Sono belli e cari ma avendo poche camere non aspettarti troppi servizi.
  • Sul lato interno della baia, nel paesino di Dunmore Town, trovi invece qualche delizioso bed & breakfast e due, tre graziosi alberghi di charme, tutti colorati, dall’aria elegante, ognuno con la sua marina. Sul lato interno non c’è spiaggia ma Harbour Island è piccola, non preoccuparti, vedrai che non ci sarà problema per arrivarci.
  • Il pomeriggio fatti un giro per Dunmore Town, attraversa il paesino, risali la collina e chiedi indicazioni a qualcuno sul passaggio più comodo per arrivare in spiaggia. Te lo indicheranno con un sorriso. Harbour Island è una piccola comunità dove tutti si conoscono, la gente di solito è gentile.
  • La quasi totale assenza di traffico rende Harbour Island incredibilmente tranquilla, l’aria qui è davvero rilassante, l’atmosfera un po’ fuori dal tempo.

Dunmore Town, Harbour Island, The Bahamas

 Photo Credit: MuddyBones

16° giorno: Harbour Island, The Bahamas

Giornata dedicata alla spiaggia, la Pink Sand Beach è la tua meta.

  • Se alloggi in uno dei pochi resorts che si affacciano sul lato atlantico di Harbour Island non devi fare troppi sforzi. Qualche gradino e pochi passi e sei già con i piedi sulla sabbia.
  • Se stai invece a Dunmore Town invece occorre prima attraversare il paesino, valicare una collinetta e poi ridiscendere in un attimo dal lato opposto. A piedi sono poco più di venti minuti. Almeno per un giorno fai come fanno praticamente tutti, noleggia una golf cart. Guidare è facile e divertente, sii prudente, ovvio. Se ti senti in forma opta per una bicicletta, nessun lungo percorso ma se non sei allenato la solita collinetta si fa sentire.
  • La Pink Sand Beach ha davvero delle sfumature rosa ed è lunga e magnifica. L’oceano di solito ha colori meravigliosi, con tutte le tonalità dell’azzurro, ed arriva a terra in modo gentile. La sensazione è quella di trovarsi in un posto dalla bellezza maestosa. Perlomeno se le condizioni del tempo e del mare sono favorevoli. Ossia se c’è il sole, poco vento ed il mare è senza onde. Che sono poi le condizioni usuali per gran parte dell’anno, incluso numerosi giorni d’estate.
  • Se qualche tempesta tropicale è in zona le cose si fanno però meno idilliache. Con vento forte le onde diventano possenti e mangiano una buona metà della spiaggia. Le correnti sono invisibili ma forti e pericolose, i residenti consigliano estrema prudenza, anche solo per giocare con le onde vicino a riva. Il posto diventa grandioso e selvaggio, uno spettacolo guardare l’oceano, ma stai a distanza di sicurezza.
  • Estate o inverno in spiaggia c’è sempre poca gente, anche nel picco della stagione, e questo accresce la magia del posto. Significa avere decine e decine di metri di arenile a completa disposizione. In agosto a volte non ci sono in tutto più di una decina di persone lungo i 3 chilometri della spiaggia. Gli ombrelloni si contano sulle dita di due mani ed appartengono ai lussuosi resorts che si affacciano sul questo lato dell’isola. Se non ne puoi fare a meno portati il tuo, chiedilo al tuo albergo.

Pink Sand Beach, Harbour Island, The Bahamas

 Photo Credit: MuddyBones

17° giorno: Harbour Island, The Bahamas

Il posto invoglia al riposo e a non fare le cose di corsa.

  • Ti suggerisco di fare una passeggiata al mattino per Dunmore Town. Non c’è molto da vedere, anzi quasi niente ma il paesino è straordinariamente affascinante. Sonnolento e luminoso. Qualche negozietto, due, tre bancarelle sulla strada a due metri del mare, le case color pastello, gli alberi tutti colorati, le palme. La chiesa e poco altro. Solo al molo c’è un po’ di animazione, chiedi qui od in albergo se vuoi noleggiare una golf cart. Lo fanno tutti.
  • Poi dedica il resto della giornata alla spiaggia. Se è una bella giornata (come quasi sempre) torna alla Pink Sand Beach.
  • Sei invece sei intraprendente e curioso e non riesci a stare fermo allora la cosa da fare è una gita su Eleuthera. La cosa migliore è attraversare la baia con il solito motoscafo e noleggiare un’auto, chiedi al tuo albergo come fare, oppure informati al molo, qualcuno ti aiuterà. In alternativa rivolgiti ad un tassista.

Sono due i posti belli di North Eleuthera dove andare, entrambi a poche miglia da Harbour Island.

  • Il primo si trova una quindicina di minuti di strada in direzione sud dall’approdo dei motoscafi, è il Glass Window Bridge. E’ il punto più stretto di tutta Eleuthera, solo 3 metri ed un piccolo ponte ad unire l’estremità settentrionale dal resto dell’isola. Gran panorama. Da una parte il blu profondo dell’Atlantico, le grandi onde, le creste bianche per il vento. Dall’altro tutte le tonalità dell’azzurro del mare del lato occidentale, quello caraibico per capirci, calmo, dolce e gentile. Spettacolare.
  • L’altro posto che ti suggerisco è una spiaggia e si trova nell’estrema parte settentrionale di Eleuthera, dal Glass Window Bridge ci arrivi in poco più di mezz’ora. E’ Ben Bay Beach ed è una spiaggia riparata. La forma a mezzaluna aiuta a proteggerla dalle onde quando c’è vento, qui trovi sempre mare calmo, quasi sempre trasparente, adatto a nuotare anche quando l’oceano è mosso. E’ molto fotogenica e vale la gita. E’ anche il giusto spot dove fare il picnic prima di rientrare ad Harbour Island.

18° giorno: partenza da Harbour Island

Come per l’andata nessun problema per raggiungere l’aeroporto, la combinazione taxi + motoscafo + taxi ti porta di fronte al piccolo aeroporto di North Eleuthera in circa 40 minuti.

  • Se il tuo volo intercontinentale di rientro verso l’Europa parte dagli Stati Uniti la tua prima destinazione sarà probabilmente Miami.
  • Se voli invece British da Nassau non-stop su London Heathrow allora utilizza il volo della Bahamasair che porta alla capitale. In genere l’aereo effettua un brevissimo scalo a Governor’s Harbour, situato sempre ad Eleuthera una sessantina di chilometri più a sud di North Eleuthera.

The End. Il viaggio è finito.

Key West Night

 Photo Credit: Stig Nygaard

Transportation & Accomodation Tips

  • Volo da New York a Miami. La tratta più comoda è operata, quasi in monopolio, da American Airlines AA da La Guardia LGA, il più vicino a Manhattan dei tre aeroporti di New York, direttamente sull’aeroporto di Miami International MIA. Altre compagnie come United e Delta volano sempre su MIA ma dal Kennedy JFK o da Newark EWR, più scomodi e costosi da raggiungere rispetto a LGA (trovi i links di tutte le compagnie aeree nella home di questo blog, guarda nella sidebar di sinistra). Se le tariffe ti apparissero troppo elevate prima di darti per vinto guarda cosa offrono le low cost JetBlue B6 e Spirit Airlines NK, attenzione però che l’aeroporto di arrivo non è Miami bensì Fort Lauderdale FLL.
  • Dal Miami International MIA a Miami Beach. Se siete almeno in due ti suggerisco un taxi, i costi sono ragionevoli e le tariffe dall’aeroporto verso Miami Beach sono fisse, $32 per tutti gli alberghi di South Beach & Art Deco District, poco di più per gli alberghi delle Northern Beaches, consulta le Flat Fares sul sito ufficiale del Miami International. Se invece sei solo prendi l’American Shuttle, a partire da $20, ti lascerà esattamente di fronte all’albergo. Se vuoi risparmiare il bus giusto è l’Airport Flyer, il servizio espresso che dall’aeroporto per soli $2.35 ti trasporta in mezz’ora direttamente in spiaggia. Nell’articolo dedicato ai trasporti a Miami (link in fondo al post) trovi tutte le indicazioni per raggiungere Miami Beach sia dal Miami International che dall’aeroporto di Fort Lauderdale. Non mancano le info su come spostarti in città.
  • Dove dormire a Miami Beach. La scelta è vastissima, nel solo Art Deco District ci sono decine di alberghi, belli e colorati. E molti, moltissimi altri sorgono lungo le 11 miglia della Collins risalendo verso nord. Vuoi un albergo con accesso diretto alla spiaggia ma allo stesso tempo walking distance dai locali dell’Ocean Drive? Se si scegli la parte bassa della Collins tra la 16th e la 21st Street, la spiaggia non è male e sono solo dieci minuti di piacevole passeggiata dal centro del movimento. Per prenotare i soliti siti di prenotazione hotels ti verranno in aiuto. Prima di scegliere leggi qualche recensione nella Miami Hotel Guides di Oyster Hotel Reviews.
  • Noleggiare un’auto a Miami. Facilissimo all’aeroporto, trovi tutte le più importanti agenzie di autonoleggio e migliaia di auto. Una delle agenzie più economiche è Enterprise, in alternativa cerca sui links degli autonoleggi nella sidebar sinistra di questo blog, ne trovi diversi da confrontare. Se invece sei già a South Beach l’agenzia forse più comoda alla quale rivolgerti è l’Avis della Collins all’altezza della 23rd Street. E’ ben conosciuta e sempre frequentata, prenota in anticipo se intendi servirti di questa location. Per noleggiare un’auto negli USA: patente italiana da almeno un anno, carta di credito tradizionale con i numeri in rilievo intestata al driver, età minima 25 anni oppure anche 21 anni ma con un supplemento sulle tariffe. Miami è uno dei posti meno costosi di tutti gli Stati Uniti dove noleggiare un’auto.
  • Dove dormire a Key Largo. Questa è una notte di transito, ci arrivi il tardo pomeriggio e te ne vai la mattina dopo, inutile investire tanti soldi ed inutile impegnare serate nella ricerca. Una delle possibilità è l’Holiday Inn Key Largo ma chiaramente non è il solo, guarda nei soliti siti e quando vedi una camera ad una buona tariffa prenotala al volo.
  • Dove dormire a Key West. Scegli un posto nelle immediate vicinanze di Duval Street, utilizzerai la macchina per andare in spiaggia ma il tardo pomeriggio e la sera la macchina resterà parcheggiata e tu potrai andare in giro a piedi senza preoccuparti di qualche cocktail in più. Per prenotare buone tariffe su Expedia e Booking.com. Se invece cerchi un romantico bed & breakfast ti suggerisco di farti prima un’idea di quanto esiste in città consultando questi tre siti: Key West Innkeepers Association, Key West Hotels and Accommodations e la pagina Inn and Bed & Breakfast della Key West Chamber of Commerce. Una volta che hai selezionato le due o tre strutture che più ti piacciono è meglio che verifichi disponibilità e tariffe inviando una mail al proprietario.
  • Volo da Miami ad Harbour Island. L’aeroporto di accesso ad Harbour Island è North Eleuthera ELH. Ad oggi vi è un unico e solo volo non-stop da Miami la tarda mattinata prenotabile tramite l’American Airlines (l’aereo si ferma una mezz’ora e poi se ne torna a Miami). Un’alternativa la offre Bahamasair UP cambiando però a Nassau, le tariffe sono in genere migliori ma controlla gli orari, spesso la coincidenza non è granché facendoti perdere gran parte della giornata. Se fosse così lascia perdere, utilizza l’AA o guarda la Continental CO da Fort Lauderdale.
  • Dove dormire ad Harbour Island. Le sistemazioni sull’isola sono poche e tutte più o meno costose, di davvero economico non esiste niente di valido. I soliti siti di prenotazione, Expedia & friends, non ti saranno questa volta di grande aiuto in quanto non riportano tutte le accomodation disponibili ma solo i resorts più grandi (per modo di dire) e costosi. Trovi invece i contatti di tutti i resorts e di alcuni fascinosi bed&breakfast in Hotels and B&B of Harbour Island di My Harbour Island.com e Hotels of Harbour Island di Harbour Island Guide. Se occorre manda direttamente una mail all’albergo.
  • Come andarsene da Harbour Island. Per tornare a casa nella vecchia Europa hai due possibilità. La più comoda (ed a volte interessante anche da un punto di vista tariffario) è utilizzare il non-stop della British da Nassau per Heathrow, in questo caso dovrai prenotare con la Bahamasair la breve tratta da North Eleuthera a Nassau. Se invece hai prenotato l’intercontinentale di ritorno da uno degli aeroporti americani allora dovrai prima rientrare su Miami (o qualche altra grande città americana) da dove imbarcarti poi sul volo verso l’Europa.

Full Articles & Links

I post apparsi nel blog e dedicati a Miami ed Harbour Island con approfondimenti sulle visite, i trasporti, il tempo e tanti links dove trovare le informazioni che mancano necessarie all’organizzazione del viaggio.

Key West, Florida

 Photo Credit: JSF306

Consigli Pratici Su Come Organizzare Il Viaggio

When to Travel

Per decidere il periodo migliore di effettuazione del viaggio devi tenere conto di due cose: il clima e la stagionalità alberghiera.

Se viaggi da giugno a settembre. Il clima è caldo dappertutto, starai sempre in pantaloni e maglietta, la tua valigia sarà senz’altro più leggera che se viaggi in inverno. A Washington e New York fa caldo ma non avrai problemi, non fa certo più caldo che a Milano o Firenze, ti potrai godere lunghe passeggiate attraverso i quartieri delle due città. In Florida ed alle Bahamas più che il caldo e l’umidità alle stelle (se hai caldo sei sempre al mare, basta che ti tuffi ed il problema è risolto) il problema vero sono le tempeste tropicali ed eventuali uragani. Considera che una tempesta tropicale fa sentire i suoi effetti a centinaia di chilometri, anche se non colpisce direttamente la città dove ti trovi causa comunque un intensificarsi del vento e della pioggia rendendo inoltre mosso il mare. Ora in Florida (ed ancor di più alle Bahamas) in estate di belle giornate, serene, azzurre e luminose ce ne sono decine, al limite disturbate da un breve temporale pomeridiano, ma è giusto essere consci che potresti incappare nella settimana sbagliata con pioggia forte e vento.

  • Luglio ed agosto sono i mesi migliori, sia a New York che a Washington, per trovare tariffe alberghiere estremamente convenienti, le più basse di tutto l’anno. il motivo è che le città sono vuote di businessmen ed il Congresso è in pausa, per cercare di riempire le camere gli albergatori devono necessariamente offrire delle promozioni.
  • Non solo, a Miami ed a Key West tutta l’estate da giugno a settembre è bassissima stagione, le tariffe sono inferiori anche della metà rispetto a quelle di alta stagione. Se vuoi una Oceanview al Delano senza consumare subito tutto il tuo budget è questo il miglior periodo per viaggiare.
  • In luglio ed agosto gli alberghi della Florida e delle Bahamas sono mezzi vuoti, volendo puoi anche non prenotare nulla e cercare sul posto una volta arrivato. Anche se la cosa ti porterà via un po’ di tempo non correrai alcun rischio di dover dormire in spiaggia.

Se viaggi da dicembre a marzo. E’ pieno inverno sia a Washington che a New York, fa freddo e potresti anche essere così fortunato da incontrare una di quelle scenografiche tempeste di neve che quasi ogni inverno colpiscono e paralizzano la East Coast. In Florida ed alle Bahamas niente freddo, clima secco e caldo contenuto, qui di solito si fa il bagno tutto l’anno. Attenzione però, ogni inverno capita qualche settimana un po’ più fresca del solito, così fresca da poter godere la spiaggia solo nelle ore centrali della giornata. Di solito succede tra gennaio e gli inizi di marzo.

  • Il periodo precedente il Natale è magico per recarsi a New York, la città è illuminata a festa e piena di gente che va e viene, residenti e turisti. Le tariffe alberghiere sono però le più elevate di tutto l’anno, se devi viaggiare in questo periodo e vuoi contenere i costi prenota l’albergo con largo anticipo. Dopo il capodanno e fino a tutto marzo le tariffe si riducono notevolmente.
  • Da Natale e metà gennaio Miami è gettonatissima, la città è piena di modelle a passeggio e turisti, le tariffe alberghiere sono al loro massimo. Ti consiglio di prenotare sempre gli alberghi, in particolare se ti rechi a Key West durante il week-end.
  • Tra il 20 dicembre ed il 10 gennaio alle Bahamas ed in tutti i Caraibi gli alberghi applicano solitamente dei minimum stay obbligatori di almeno una settimana, le tariffe sono le più alte dell’anno ed i termini di cancellazione estremamente rigidi. Tienine conto se programmi il viaggio in questo periodo.

How to Book Your Flights

Il viaggio qui descritto, prevede l’entrata negli Stati Uniti a Washington con una uscita da Miami, un classico open jaw. Le compagnie che servono entrambe le città sono numerose, se prenoti per tempo non dovresti fare troppa fatica a trovare una tariffa interessante.

Visto che il viaggio prevede la visita sia di Washington che di New York volendo invece di atterrare a Washington e poi spostarti in treno a NY puoi visitare prima La Grande Mela e poi trasferirti col treno nella capitale. Se questo servisse a trovare una tariffa aerea più bassa è senz’altro una soluzione.

Se da Miami prosegui per le Bahamas il discorso si fa più complesso. Fermo restando l’andata su Washington per il ritorno verso casa ti si aprono due alternative.

  • La prima è che tu prenda il ritorno verso l’Europa da Miami utilizzando una delle numerose compagnie europee ed USA che servono questa città. In questo caso per recarti alle Bahamas dovrai acquistare a parte la tratta Miami – North Eleuthera e v.v. con l’American Airlines AA (non-stop, 1 solo volo al giorno) oppure con la Bahamasair UP (con cambio a Nassau, di solito più economico ma stai in ballo un bel po’ di ore in più, da valutare con attenzione).
  • Hai però una seconda alternativa. Terminato il soggiorno alle Bahamas invece di rientrare in USA e da qui volare in Europa prendi l’intercontinentale di ritorno direttamente a Nassau. C’è una sola compagnia che opera su Nassau non-stop dall’Europa ed è la British Airways. Dovrai quindi prenotare con la British un Europa-Washington con un Nassau-Europa di rientro. Se la tariffa è simile (o solo poco più elevata) questa è la soluzione da preferire in quanto è decisamente più comoda e ti fa stare in giro molte ore in meno. Le tratte di volo per le Bahamas saranno solo due: da Miami a North Eleuthera (con AA o UP) e da North Eleuthera a Nassau (con UP).

Prenota ed acquista tutti i biglietti aerei prima della partenza, utilizza uno dei soliti siti di prenotazione (Expedia, Opodo, quello che vuoi tu) che ti mostrano più alternative con più compagnie.

Passports & Health

  • Gli Stati Uniti sono un Paese sicuro dove viaggiare, non occorrono vaccinazioni o profilassi. Per gli altissimi costi dell’assistenza sanitaria è però molto saggio stipulare un’assicurazione sanitaria con un massimale spese mediche molto alto od illimitato. Le tariffe sono elevate, per darti un’idea di massima per un viaggio di una ventina di giorni il valore può aggirarsi intorno ai 150 Euro per persona. Calcola da solo un preventivo esatto sul sito della Mondial Assistance o Europ Assistance. Se viaggi in famiglia o con un gruppetto di amici e stipuli un’unica polizza generalmente vi sono degli sconti.

 

I consigli che hai letto valgono per questo itinerario così come è descritto. Lo stesso viaggio effettuato con più giorni a disposizione potrebbe avere consigli in parte diversi.

 

 

Last Update: May 23rd 2013

Front cover photo credit: Evelyn Proimos. All photos in this page come from Flickr: CreativeCommons Attribution Licensed Photos. Please read here the Summary of the Legal Code. Terms of license are valid at the time of publishing this post.

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